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FEDERAZIONE GILDA - UNAMS
Gilda degli Insegnanti di Benevento
 
 
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La Coordinatrice Provinciale 
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Sempre dalla parte giusta, quella della Scuola statale!

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  LA GILDA DEGLI INSEGNANTI DI BENEVENTO

La Gilda degli Insegnanti aderisce alla  FEDERAZIONE GILDA - UNAMS, la quinta tra le organizzazioni sindacali più rappresentative del Comparto Scuola.

SCIOPERO di tutto il Personale Scolastico il 10 dicembre

SCIOPERO di tutto il Personale Scolastico il 10 dicembre - GILDA - Benevento

Lo Sciopero della FGU Gilda-Unams, Flc Cgil, Uil Scuola Rua e Snals Confsal per la mancanza di risorse da destinare al rinnovo del contratto,.

Sciopero 10 dicembre: grazie ai 100 mila lavoratori!!

  

Servono nuove relazioni sindacali e un'attenzione dalla politica che non sia solo spot. La parola passa al Ministro e al Governo

E’ un grazie ai 100 mila lavoratori che, con il sacrificio economico di una giornata lavorativa, hanno riattivato l’attenzione sui temi della scuola – quello che i Segretari generali di FLC CGIL, UIL Scuola, Snals- Confsal e Gilda Unams - esprimono dopo lo sciopero del 10 dicembre i cui dati si rivelano in crescita (raggiungendo quasi, con l’8%, il risultato dello sciopero del 2016 che si attestò al 9%).
Con lavoratori e studenti abbiamo riacceso i riflettori sulla scuola, ma non solo.
La protesta del personale della scuola è stato il segnale, l’allarme di un malessere più diffuso del mondo del lavoro sempre più marginalizzato dalle forze politiche.

Siamo in una settimana cruciale nell’iter della manovra. In queste ore i partiti stanno misurandosi in sede di emendamenti parlamentari. Una giusta riflessione che dovrebbe portare a soluzioni strategiche e non ‘pezze’ su un abito mal riuscito.

Nel confronto politico e negli incontri che abbiamo avuto – osservano i segretari generali dei quattro sindacati scuola - è unanime la valutazione negativa che le forze politiche hanno fatto sulla politica scolastica di questo governo, tanto che si preannuncia un maxiemendamento sulla scuola che raccoglie tutte le forze di maggioranza.

In attesa di conoscere le determinazioni parlamentari e le valutazioni più complessive del governo, il mondo della scuola pone attenzione ai temi più complessivi che sono alla base dello sciopero generale del 16 dicembre. Temi che restano centrali per la vertenza che si è aperta con il governo.

Attendiamo una convocazione del ministro per riattivare il confronto – sottolineano con forza Francesco Sinopoli, Pino Turi, Elvira Serafini e Rino Di Meglio - che non può essere quello che abbiamo conosciuto in tanti tavoli senza esito ma con un chiarimento politico di fondo che affronti e risolva i problemi a partire dal precariato che va chiuso con immediatezza, sino ad arrivare alla soluzione di ogni sfruttamento lavorativo in termini di stipendio e di mansioni (DSGA f.f.), di interventi strutturali sugli organici e sulla composizione delle classi, sull’avvio del rinnovo del contratto in cui eliminare ogni vincolo relativo alla mobilità.

Lo sciopero del 10 dicembre ha segnato lo spartiacque sia delle relazioni sindacali che quelle negoziali che devono essere improntate da una visione strategica di natura politica, per risolvere i problemi non per analizzarli. Il Patto sulla scuola già analizzava e ipotizzava percorsi, occorre dare concretezza ed esprimere una vera volontà politica di risoluzione dei problemi, con risorse e confronto vero sulla “complessità”.

Bisogna decidere: è questo il senso che il mondo del lavoro ha dato allo sciopero generale del 10. Vanno messe a sistema di nuove relazioni sindacali e politiche.

Ora la parola passa al ministro e al governo.
Dire che gli scioperi non servono significa non tenere conto dell’impegno di migliaia di persone.Oggi si torna a parlare di scuola e di lavoro a scuola. E’ il primo obiettivo raggiunto.

La scuola è parte attiva della società, avverte e risente per prima dei cambiamenti in atto: un campanello di allarme di un mondo che cambia. Rappresentare queste esigenze è dovere del sindacato, dare risposte concrete è compito urgente della politica

LE MOTIVAZIONI dello SCIOPERO:

Rinnovo del CCNL 2019/2021, parte normativa e retributiva

  • stanziamento risorse aggiuntive per ridurre il divario esistente tra le retribuzioni del settore, a parità di titoli di studio, alla media di quelle del comparto pubblico e in prospettiva alla media dei paesi europei;
  • incremento del fondo per la valorizzazione della professionalità docenti e definalizzazione degli aumenti eliminando ogni riferimento a: “dedizione all’insegnamento, impegno nella promozione della comunità scolastica e la cura nell’aggiornamento professionale continuo”.
  • incremento del fondo per la contrattazione integrativa delle istituzioni scolastiche;
  • estensione della card docenti al personale precario e al personale educatore ed Ata.

Obbligo formativo del personale

  • sancire che l’attività di formazione e aggiornamento professionale come prestazione lavorativa vada considerata, ai sensi del CCNL, nell’orario di servizio, così come affermato dalla Corte di giustizia europea e sottoscritto nel Patto sul lavoro pubblico da CGIL, CISL e UIL.

In tema di relazioni sindacali

  • va affermata la centralità delle prerogative contrattuali rispetto alla legge come strumento di potenziamento della funzione unificante che il sistema di Istruzione e Ricerca svolge per l’intero Paese;
  • va escluso l’intervento unilaterale su materie di competenza della contrattazione quali la mobilità, la formazione, la valorizzazione professionale e in generale su tutti gli aspetti attinenti al rapporto di lavoro, come, del resto, previsto dal T.U. n 165/2001.

Organici e stabilizzazione precari

  • proroga al 30 giugno 2022 dei contratti docenti e Ata sul cosiddetto “organico covid” eliminando per i docenti il vincolo di utilizzo per le sole attività di recupero degli apprendimenti;
  • riduzione generalizzata del numero di alunni per classe e per istituzione scolastica, come da Patto per la Scuola Governo/sindacati del 20 maggio scorso prevedendo anche aumento di organico, come recupero dei tagli degli ultimi venti anni;
  • costruzione di un sistema strutturale e permanente di abilitazioni nella scuola ai fini della stabilizzazione del precariato in favore dei precari con almeno 3 anni di servizio, docenti già di ruolo;
  • superamento dei vincoli imposti al personale neo assunto sulla mobilità.

Personale ATA

  • indizione del concorso riservato per gli assistenti amministrativi facenti funzione DSGA con tre anni di servizio, compresi coloro che sono sforniti di titolo di studio specifico;
  • incremento dell’organico Ata implementando i parametri di distribuzione del personale alle scuole anche in ragione delle sempre più crescenti esigenze di sicurezza con particolare riferimento al profilo di collaboratore scolastico, stante l’intesa MI/sindacati del 18 maggio scorso;
  • superamento blocco quinquennale ai fini della mobilità dei Dsga neo assunti.

Sburocratizzazione del lavoro e semplificazione

  • limitare all’essenziale la documentazione relativa ai processi didattici e amministrativi;
  • valorizzare l’autonomia progettuale dei docenti che si esplica nella dimensione individuale e collegiale;
  • snellire i procedimenti amministrativi eliminando confusioni e conflitti di competenza con altri enti pubblici.

Dimensionamento delle autonomie scolastiche con 500 alunni

  • Rendere permanente e fruibile la norma transitoria sul dimensionamento delle istituzioni scolastiche con 500 alunni.

Autonomia Differenziata

  • superamento di ogni iniziativa di devoluzione delle competenze in materia di istruzione.